Un arco in pietra su una stradina del centro storico di Bari
Un arco in pietra su una stradina del centro storico di Bari — foto: GiovanniPen · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Bari Vecchia si attraversa in poche ore, ma se ci si limita a percorrerla di corsa si perde tutto. È un quartiere ancora abitato, dove i panni stesi, le porte aperte e le sedie sui gradini fanno parte del paesaggio quanto le chiese romaniche. Da Modugno ci si arriva in una ventina di minuti d'auto, oppure in treno: il collegamento ferroviario verso Bari Centrale impiega poco più di un quarto d'ora, e dalla stazione il centro storico è una passeggiata.

Da dove partire

Il punto d'ingresso più naturale è piazza del Ferrarese, sul fronte mare, dove il tessuto ottocentesco della città nuova cede il passo ai vicoli della città vecchia. Da qui in poi conviene abbandonare la mappa: il reticolo di Bari Vecchia è irregolare per costruzione, e perdersi è parte dell'esperienza. I due poli attorno a cui tutto ruota sono la Basilica di San Nicola e la Cattedrale, e prima o poi ci si finisce per forza.

Se si arriva in auto conviene lasciarla nelle aree di sosta lungo il fronte mare e proseguire a piedi: dentro il borgo antico le strade sono strette e la circolazione è fortemente limitata.

La Basilica di San Nicola

La Basilica di San Nicola è il monumento più importante della città e uno dei grandi edifici del romanico pugliese. Fu costruita per accogliere le reliquie del santo, portate a Bari da Myra nel 1087, e da allora è meta di pellegrinaggio sia cattolico sia ortodosso: capita spesso di sentire, sotto le stesse volte, celebrazioni in lingue diverse.

La facciata è severa, quasi spoglia, e l'interno segue la stessa logica: colonne, archi, poca decorazione superflua. La parte da non saltare è la cripta, dove sono custodite le reliquie e dove si concentra la devozione popolare. È uno degli ambienti più intensi della città, e conviene entrarci in silenzio, magari fuori dagli orari delle funzioni più affollate.

La Cattedrale di San Sabino

A poche centinaia di metri, in una piazza più raccolta, si trova la Cattedrale di San Sabino. È meno nota della Basilica, ed è esattamente per questo che merita: la si visita spesso in solitudine. La struttura romanica è rimasta piuttosto integra, e all'esterno colpisce il volume cilindrico della sagrestia, che i baresi chiamano la trulla.

Sotto la chiesa si sviluppa il succorpo, con resti di edifici e pavimentazioni più antichi rispetto alla cattedrale attuale. È la parte che racconta meglio la stratificazione di questo angolo di città: strati su strati, ognuno costruito sopra il precedente.

Arco Basso, la strada delle orecchiette

Il nome ufficiale è via dell'Arco Basso, ma tutti la chiamano la strada delle orecchiette. È un vicolo stretto dove, davanti alle porte di casa, le donne del quartiere preparano la pasta a mano su tavoli di legno, con un gesto che si ripete uguale da generazioni. È un luogo diventato molto visitato, e questo si sente: conviene passarci con discrezione, senza puntare l'obiettivo addosso alle persone e chiedendo prima se si vuole fotografare.

Il momento migliore è la mattina. Nel primo pomeriggio l'attività rallenta e il vicolo torna a essere semplicemente una strada dove abita della gente.

Piazza Mercantile e la chiusura del giro

Piazza Mercantile era il centro degli affari della Bari medievale, e conserva le tracce di quella funzione. C'è il Palazzo del Sedile, sede dell'antica amministrazione cittadina; c'è la Fontana della Pigna; e soprattutto c'è la Colonna infame, il pilastro a cui venivano legati i debitori insolventi, con un leone scolpito alla base. Un dettaglio piccolo che racconta molto del funzionamento di una città mercantile.

Da qui si torna facilmente verso piazza del Ferrarese e il fronte mare, chiudendo l'anello. In tutto sono pochi chilometri, ma tra soste, chiese e vicoli sbagliati è facile impiegarci mezza giornata.

Qualche accortezza pratica

  • Scarpe comode: il basolato è irregolare e a tratti sconnesso.
  • Per le chiese vale la regola dell'abbigliamento coperto, spalle e ginocchia comprese.
  • D'estate meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio: nelle ore centrali i vicoli senza ombra diventano pesanti.
  • Per mangiare, il centro storico è pieno di trattorie e locali: conviene scegliere sul posto, guardando chi ci va.

Rientrando a Modugno la sera il contrasto è netto: dal brusio della città vecchia al silenzio di un paese che si è già chiuso per la notte.

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