Chi arriva a Modugno oggi vede due città sovrapposte. Una è il borgo antico, compatto, di strade strette e palazzi in pietra, dove si trova anche Vico Cairoli. L'altra è la Modugno del Novecento: quartieri residenziali estesi, arterie di scorrimento e, nella parte nord del territorio comunale, uno dei più grandi agglomerati industriali del Mezzogiorno. Capire come si è passati dalla prima alla seconda è il modo migliore per leggere questo posto.
Le origini e il primo nucleo
Le tracce più antiche portano fuori dall'attuale centro storico, verso la chiesa di Santa Maria di Modugno, edificio altomedievale dedicato alla Vergine Assunta. Intorno a questa chiesa si ritiene sorgesse il primo nucleo abitato: gli scavi condotti nell'area alla fine degli anni Sessanta del Novecento hanno restituito monete bizantine, coerenti con la presenza di un insediamento attivo in quel periodo.
Quell'abitato originario avrebbe subito le conseguenze delle incursioni saracene che nel IX secolo colpirono ripetutamente la costa pugliese. La popolazione si sarebbe progressivamente spostata verso un sito più difendibile, dando origine al borgo che conosciamo.
La prima attestazione documentaria del nome risale al 1021, in un atto in cui compare una persona indicata come proveniente de loco Medunio. Pochi anni dopo, nel 1025, Modugno è citata in un documento pontificio: segno che a quell'altezza il centro aveva già una sua rilevanza nel quadro ecclesiastico della regione.
Il borgo antico e la Chiesa Matrice
Fra l'XI e il XVII secolo si forma il centro storico attuale, di pianta quasi trapezoidale, racchiuso entro il perimetro delle antiche mura di cui oggi restano il tracciato e le strade che lo delimitano. In età normanna e sveva Modugno fu feudo degli arcivescovi di Bari, un legame che ne condizionò a lungo la vita civile e religiosa.
Il fulcro di quel borgo è la Chiesa Matrice, dedicata a Maria Santissima Annunziata. Le sue origini risalgono al medioevo, quando venne costruita per sostituire la più lontana chiesa di Santa Maria di Modugno; nel 1347 è documentato un intervento di restauro promosso dall'arcivescovo Bartolomeo Carafa, che in quegli anni si occupò anche di rafforzare le difese della città. L'edificio che si vede oggi è il risultato di una ricostruzione seicentesca su una fabbrica precedente, con un portale scolpito e un campanile molto alto che domina il profilo del centro.
L'altro polo del borgo è piazza Sedile, così chiamata perché vi si trovavano i sedili su cui prendevano posto i notabili riuniti per decidere le questioni della comunità. Accanto sorge la Torre dell'Orologio, con la sua merlatura e le campane, aggiunta nel Settecento. Lungo le strade del centro si allineano i palazzi delle famiglie signorili: uno di questi, il Palazzo Angarano-Maranta, si trova proprio all'inizio di via Cairoli, a due passi da dove alloggiate.
Fra ducato, riscatto e crisi
Nel 1465 Modugno entrò a far parte del ducato che comprendeva Bari e Palo del Colle, passato poi sotto il governo degli Sforza. I primi decenni del Cinquecento, sotto Isabella d'Aragona, furono un periodo di relativa prosperità, con interventi urbanistici e una crescita economica legata soprattutto all'agricoltura.
Il passaggio più significativo per la storia civile della città arrivò nel 1582, quando Modugno si affrancò dal vincolo feudale versando quarantamila ducati. Fu una scelta costosa e lungimirante, che diede alla comunità un margine di autonomia raro per un centro dell'entroterra barese. Non bastò però a proteggerla dalle difficoltà del secolo successivo: nel 1666 l'amministrazione cittadina dichiarò il fallimento, schiacciata dai debiti.
La svolta industriale del Novecento
Per secoli Modugno visse di agricoltura, e la sua funzione fu quella di raccordo fra Bari e il suo entroterra: qui si raccoglievano i prodotti della campagna diretti al mercato del capoluogo e, da lì, all'esportazione via mare.
Tutto cambia a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Con la nascita, nel 1960, del consorzio per lo sviluppo industriale e con i finanziamenti destinati al Mezzogiorno, prende forma la zona industriale di Bari, che si estende sulla parte settentrionale del territorio comunale di Modugno. L'agglomerato Bari-Modugno arriverà a coprire oltre milleseicento ettari e a ospitare un migliaio di imprese di ogni dimensione.
L'effetto sulla città fu profondo: la vocazione agricola tradizionale lasciò spazio a quella manifatturiera, la popolazione crebbe rapidamente e l'abitato si espanse ben oltre le antiche mura. Oggi Modugno conta all'incirca trentaseimila abitanti.
Modugno e Bari, oggi
Il rapporto con il capoluogo resta il tratto distintivo di questa città. Otto chilometri di distanza e un legame che dura da mille anni, passato dal carro dei prodotti agricoli alla ferrovia e alla tangenziale. Per chi soggiorna qui il risultato è una condizione comoda: si dorme in un centro storico raccolto e tranquillo, con la vita quotidiana di un paese vero, e si arriva a Bari in pochi minuti. Vale la pena dedicare una mattina al borgo antico prima di partire per le mete più note: bastano un'ora e un po' di attenzione ai portali e alle date incise sulle facciate.
Dormire a Modugno, a otto chilometri da Bari — Corte Cairoli B&B and Suites
Quattro soluzioni indipendenti nel centro di Modugno: bagno privato, aria condizionata e pareti insonorizzate, con il parcheggio pubblico gratuito in zona e la stazione a pochi passi.