Il Natale a Bari non comincia il primo dicembre e non finisce a Santo Stefano. Comincia prima, con le pettole fritte in casa nelle sere di novembre inoltrato, e si chiude dopo l'Epifania, quando le luminarie restano accese ancora qualche giorno per pigrizia e per affetto. È un periodo in cui la città cambia ritmo senza svuotarsi: le strade dello shopping si riempiono di baresi, non di gruppi in fila, e i paesi intorno tirano fuori presepi e tradizioni che d'estate restano chiuse in cantina. Da Modugno, a pochi chilometri dal capoluogo, è un periodo comodo da vivere: si dorme fuori dal caos e si è in centro in un attimo.
Il 6 dicembre: San Nicola accende la città
La data che apre il Natale barese non è l'Immacolata ma il 6 dicembre, giorno di San Nicola. È un riferimento identitario forte: il Santo che il mondo conosce come Santa Claus è sepolto qui, nella Basilica della città vecchia, e la ricorrenza mescola liturgia e festa cittadina. In genere è in questi giorni che vengono accese le luminarie principali e l'albero della piazza centrale, con una cerimonia serale tra musica e luci. Se capiti in città in quel weekend, vale la pena entrare in Basilica anche solo per la cripta, che d'inverno è silenziosa e molto più godibile che a maggio. Data e modalità dell'accensione vengono comunicate ogni anno dal Comune di Bari sui canali ufficiali.
Luminarie, casette e passeggiate
Il centro murattiano - la scacchiera ottocentesca tra la stazione e il mare - è il cuore delle luci: le vie pedonali dello shipping serale vengono addobbate ogni anno, e la passeggiata sotto le luminarie è un rito collettivo che comincia nel tardo pomeriggio. Tra le piazze affacciate sulla città vecchia vengono montate le casette di legno con artigianato, addobbi e dolci del periodo: non è un mercatino alpino trapiantato al Sud, è più piccolo e più pugliese, con ricami, presepi artigianali e prodotti da dispensa. In alcuni anni vengono allestiti anche villaggi natalizi tematici nelle piazze più grandi, con giostre e attività per bambini. Gli allestimenti cambiano di anno in anno: il quadro aggiornato lo trovi sui canali del Comune e sulle testate locali.
I presepi, tra chiese e borghi
Il presepe qui è cosa seria. Nelle chiese del centro e dei quartieri compaiono allestimenti curati, spesso realizzati dalle parrocchie con mesi di lavoro, e diversi comuni della provincia organizzano presepi viventi nei nuclei antichi: figuranti a decine, scene di mestieri d'altri tempi, canti, botteghe riaperte per l'occasione dentro vicoli che si prestano naturalmente alla scenografia. È il tipo di uscita che funziona benissimo con i bambini e che costa poco o nulla. Le edizioni si concentrano di solito tra la vigilia e l'Epifania, in giornate specifiche. Ogni edizione ha un proprio calendario: verifica sui canali ufficiali dei singoli Comuni o delle pro loco prima di mettersi in auto.
La tavola: quello che si mangia solo adesso
La parte più bella del Natale barese è commestibile. L'apertura spetta alle pettole: pasta lievitata morbidissima, fritta a cucchiaiate e passata nello zucchero, oppure lasciata salata. Si friggono nelle settimane che precedono le feste e segnano l'inizio del periodo meglio di qualsiasi calendario.
- Cartellate - strisce di pasta sottile di farina, olio e vino, arrotolate a corona, fritte e poi immerse nel vincotto o nel miele. Sono il dolce simbolo della vigilia.
- Sassanelli - biscotti scuri e morbidi con vincotto di fichi, mandorle, cannella e chiodi di garofano.
- Mostaccioli e amaretti - la pasticceria secca del periodo, quella che resta nel vassoio fino a gennaio.
Sul salato, la cena della vigilia resta tradizionalmente di magro, con il pesce protagonista, mentre il pranzo di Natale è il momento delle paste al forno e degli arrosti. Nei giorni di festa i forni e le pasticcerie di quartiere lavorano a pieno regime: è lì che si capisce come funziona davvero il Natale in città.
Perché dicembre è un buon mese per venire
Il clima aiuta più di quanto si pensi: gli inverni qui sono miti, con giornate soleggiate alternate a fasi piovose, e capita spesso di passeggiare sul lungomare in maglione a metà dicembre. La città è viva perché non è una località stagionale: è un capoluogo con università, porto e vita propria. E i costi, fuori dal picco di Capodanno, restano ragionevoli. Da Modugno si raggiunge il centro in pochi minuti, si evita il traffico natalizio delle vie centrali e si torna la sera in una zona tranquilla. È il modo più semplice per vedere il Natale barese dal di dentro anziché dalla vetrina.
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